Glossario Yoga

Quasi tutta la terminologia dello Yoga risale ai testi antichi della cultura Vedica e Tantrica
La lingua maggiormente utilizzata è il sanscrito, lingua letteraria per eccellenza dell'India.
I principali testi della tradizione yogica sono scritti sotto forma di sutra o karika.


Conoscere i termini dello yoga
permette pratiche accurate
e coerenti al messaggio che lo yoga porta


Ahamkara è uno dei tre aspetti costitutivi della coscienza: buddhi, ahamkara, manas. È il senso dell'io in grado di tradurre un pensiero in una decisione e una decisione in azione.


Ahimsa dalla radice hims, che significa ferire, uccidere. La "A" iniziale indica la negazione di ciò che è violento.


Ananda la gioia pura, beatitudine, sensazione di felicità. È il tipo di felicità generata dall'interesse e dal contatto con i piani sottili, puri ed essenziali dell'esistenza.


Ananta Samapatti infinito, senza fine. Il Testo degli Yoga sutra ci dice che dovremmo andare verso Ananta Samapatti in unione con ciò che va al di là del corpo e della mente.


Antaranga yoga è la seconda parte dell'Astanga Yoga. Le prime cinque sono chiamate "Yoga esterno, bahiranga Yoga".


Anubhava esperienza diretta della realtà. Conoscenza che può nascere da un'intuizione immediata.


Anuloma Viloma è una delle pratiche di pranayama dello Hatha Yoga. La respirazione avviene attraverso una sola narice alla volta.


Apana Vayu apana è un soffio discendente, vayu è l'attività neuro-muscolare. Apana Vayu è l'attività nel nostro essere responsabile di tutti i processi di eliminazione.


Aparigraha non accumulare cose, non possedere. È uno dei cinque Yama, le regole di comportamento indicateci da Patanjali (P.Y.S. II-39).


Asana la radice "As" è relativa all'essere. Ci dice dove siamo, in che stato ci troviamo. Se parliamo di postura fisica indica la "posizione che ho assunto".


Asmita Il senso dell'io. E' uno dei cinque klesa, stati che affliggono l'essere umano.


Asteya non rubare, è uno dei cinque Yama, le regole di comportamento indicateci da Patanjali.


Atman dalla radice "at" respirare. Principio di vita, nucleo divino della realtà. Si riferisce alla persona intera, al centro dell'uomo, all'anima.


Aum sono le lettere pronunciate recitando la Om, sillaba sacra della tradizione induista. Si ritiene racchiuda in sé tutta la realtà.


Avidya non conoscenza, ignoranza che impedisce di conoscere la realtà e che riguarda sia l'aspetto materiale che quello metafisico. Avidya è l'origine di tutti i klesa.


Bandha legame. I bandha sono tecniche dello Hatha Yoga riguardanti la contrazione di determinate parti del corpo.


Bhakti Yoga È la via della devozione amorosa che l'uomo può percorrere per incontrare la divinità.


Bhastrika il termine deriva da bhastra, il mantice. È un Kumbhaka Pranayama, descritto nello HataYogapradipka.


Bhramari è uno dei Kumbhaka Pranayama. Si lavora con un suono nasale che è possibile produrre a bocca chiusa, durante l'espirazione, emettendo un lieve ronzio. Il suono deve essere prodotto dal palato molle.


Bhuta elementi: Nel sutra III-13 Patanjali utilizza il termine bhuta per indicare l'essere vivente.


Bindu punto. Esperienza interiore della visione di un punto luminoso, davanti agli occhi chiusi. Durante la recitazione dell'OM, se compare davanti agli occhi chiusi un punto luminoso, allora si parla di bindu; questo ci dà la possibilità di integrare ciò che è legato al suono a ciò che è legato alla vista.


Brahman principio Cosciente Puro o Coscienza Incondizionata.


Buddhi intelletto, capacità di analizzare.


Chakra termine presente nella tradizione dello Hatha Yoga. Possiamo intendere i chakra in relazione ai segmenti orizzontali del corpo attraverso i quali passano, in verticale, i canali energetici o nadi.


Chandra luna. Può essere riferito anche all'aspetto lunare, femminile, dell'energia associata alla parte sinistra del corpo.


Citta il mutevole aspetto psicofisico della persona, la coscienza identificata. Quando prendiamo una decisione e la traduciamo in azione nasce un comportamento che diventa citta vrtti.


Darshan visione, punto di vista, percezione della Realtà o della Verità. Termine utilizzato per designare le sei correnti filosofiche più note della tradizione induista.


Deha corpo. Secondo la tradizione dello hatha Yoga il termine deha, insieme a ghata, kumbha, sharira, indica il corpo umano che è la rappresentazione, in scala ridotta del cosmo.


Deva Deva è ciò che brilla (dal sanscrito dyu-div, cielo, giorno), che è di natura divina. I deva figurano come divinità tutelari dei chakra.


Dharana è uno stato concentrato che ci permette di essere in uno stato di unità con ciò di cui si vuole fare esperienza.


Dharma fondamento, norma. Secondo il Samkhya se si vive una vita secondo il Dharma ci si eleva nella scala evolutiva. Indica le virtù morali e le qualità spirituali alle quali attenersi.


Dhyana è lo stato comunemente conosciuto come stato meditativo. È uno stato continuo di consapevolezza, senza alcuna distrazione.


Drsta è colui che percepisce, il testimone, l'osservatore; in yoga, l'abitudine all'osservazione è uno degli elementi fondamentali per essere in uno stato distaccato non proiettati verso oggetti esterni.


Duhkha sofferenza, afflizione, dolore. Fattore che causa dolore, miseria umana, infelicità.


Ekanta devozione a un solo oggetto, adorazione di un solo essere.


Guna le tre qualità o costituenti fondamentali della natura e dell'uomo. I guna sono innumerevoli, tanti quanti sono le qualità esistenti, ma si possono dividere in tre grandi categorie:

  • Sattva: stato vibratorio, condizione di equilibrio;
  • Rajas: Stato di attività, movimento;
  • Tamas: Stato di inerzia.

Hatha Pradipika testo fondamentale della tradizione tantrica che illustra tecniche e informazioni riguardanti la pratica dello Yoga soprattutto riguardanti gli aspetti delle asana, del pranayama e della costituzione sottile del corpo.


Hata yoga la parola Hatha è composta da due suoni: Ha + Tha. Ha, aspetto solare, che ha le qualità del sole. Tha, aspetto lunare, che ha le qualità della luna. Lo Hatha Yoga mette l'accento sull'equilibrio tra Ha e Tha.


Ida Nadi uno dei principali canali del corpo sottile nei quali scorre il soffio vitale.


Indra è Colui che presiede all'intero universo, l'imperatore o re del cielo; Indra rappresenta il nostro aspetto interiore, il nostro cielo. Quando entriamo in contatto con noi stessi possiamo sentirci a disagio o essere orientati verso la felicità, la gioia, la luce, il benessere.


Japa recitare una Om dopo l'altra. Recitazione continua.

  • Vaikhari Japa: recitazione a voce alta.
  • Upanshu Japa: recitazione con voce udibile solo da noi stessi.
  • Manas Japa: recitazione mentale silenziosa.

Jiva dalla radice jiv che significa vivere. Jiva è l'essere vivente. E' l'anima o essere individuale che ha la capacità di sperimentare se stesso, gli oggetti e le energie universali.


Jnana dalla radice jna che significa conoscere. Jnana marga è il cammino della conoscenza, della contemplazione, della visione intuitiva.


Kaivalya scomparsa, assolutezza, libertà o liberazione. Uno stato spirituale di libertà suprema. Kaivalya Pada è il 4° capitolo degli Yoga Sutra dove ci viene ricordato che, per andare verso uno stato superiore, dobbiamo trasformarci interiormente.


Kapala area della fronte situata tra le due sopracciglia.


Kapalabhati è lo stato di chiarezza e luminosità fisica e mentale che si raggiunge in seguito a una esperienza di riempimento e svuotamento dell'area frontale ottenuto attraverso una tecnica respiratoria di "espirazione volontaria".


Karma azione. tutte le filosofie indiane anno in comune il pensiero che, se una persona si comporta in modo negativo, la conseguenza sarà una sua sofferenza. Karta colui che fa l'azione, Karma l'azione, Karya il risultato dell'azione.


Karuna uno stato di empatia, compassione.


Klesa il concetto di klesa riguarda tutti quei parametri che ci tengono in uno stato alterato e ci portano alla sofferenza. Nello Yoga sutra sono cinque elementi: ignoranza, egoismo, desiderio, avversione, attaccamento alla vita. I Klesha sono innati, quindi, possiamo ridurli ma non eliminarli completamente.


Kosha corpo, guaina, involucro. Nelle tradizione delle Upanisad l'essere umano è costituito da cinque corpi (fisico, pranico, mentale, intellettuale, spirituale).


Kriya indica sia l'attività involontaria all'interno del corpo umano (ciò che avviene spontaneamente come l'attività cardiaca, l'attività polmonare, l'attività renale) sia l'azione contrapposta alla teoria (sastra).


Kumbhaka sensazione di pieno che consegue all'inspiro (puraka) oppure di vuoto dopo l'espiro (rechaka). In alcune tradizioni di Yoga l'esperienza dello stato di vuoto che consegue all'espiro è chiamata sunyata.


Kundalini lavorare con la propria energia vitale, fino a divenire consapevoli del suo percorso d'azione ascendente. Il praticante lavora dalla zona del perineo fino alla sommità del capo attraverso vari segmenti orizzontali (chakra) e vari piani verticali del corpo (marga). Quando incominciamo a ricevere conoscenza dall'interno del corpo, allora si può parlare di risalita di kundalini.


Laya yoga lo Yoga del dissolvimento.


Maesh altro nome di Siva. È il termine relativo a uno dei tre aspetti attivi dentro la persona:

  • Brahma Dhyana: essere in grado di inserirsi in una condizione d'essere naturale, quieta.
  • Vishnu Dhyana: indica uno stato attivato nel quale è possibile vivere la propria giornata in modo creativo.
  • Siva Dhyana (l'aspetto di maesh): indica il dissolvimento, qualcosa che cessa: è una condizione che non dura a lungo in quanto il sistema tende subito ad attivarsi e ad essere stimolato.

Mahabhuta Sono i cinque elementi esperienziali che rendono possibili le esperienze sensoriali.

  1. Prithivi = terra - olfatto
  2. Tejas = fuoco - vista
  3. Apas = acqua - gusto
  4. Akasha = spazio - udito
  5. Vaya = aria - tatto

Maitri la chiarezza mentale può essere ottenuta attraverso le seguenti vie: benevolenza (Maitri), compassione (Karuna), gioia di una buona azione (Mudita), equanimità (Upeksa), gioia e non sofferenza (Sukha - Duhkha), virtù e non demerito (Punya - Apunya).


Mimamsa e Vedanta sono due dei sei darshana che riconoscono i Vedacome principale autorità. Purva Mimamsa significa risultato di un'analisi e, abitualmente, viene chiamato solo Mimamsa. Uttara Mimamsa o Vedanta è l'evoluzione del pensiero dei Vedae riguarda l'aspetto più spirituale della vita.


Moksha liberazione o purificazione definitiva. Deriva dalla radice "muc" che significa lasciare, abbandonare, liberarsi. È il fine ultimo dell'esperienza yogica secondo la tradizione dello Yoga sutra.


Mudra sigillo, simbolo. È il gesto simbolico, rituale, espressivo, un modo per manifestare una realtà interiore. È sempre legato all'espressione e può essere riferito al lavorare con una particolare sensazione interiore, consapevoli di ciò che avviene dentro. Rappresenta la partecipazione del nostro corpo nell'opera di salvezza.


Muladhara chakra mula è la radice, la base. È il primo chakra, si trova nella zona del corpo corrispondente all'area ischiatica e perineale.


Nada suono, vibrazione. Quando la mente cessa di identificarsi con il rumore esterno per andare verso il suono interiore si pratica la via del "nada Yoga". Nada è anche ciò che rimane dopo il suono, ciò che viene percepito come vibrazione.


Nadi canali energetici. Lo Yoga ci parla di 72.000 canali energetici o nadi, nei quali scorre la vitalità. Possono rappresentare le vie esperienziali della percezione del corpo. Le nadi principali sono tre: ida, pingala, sushumma che sfociano rispettivamente nella narice sinistra, destra e nel brahama-randhra, alla sommità del capo.


Nidra: i comportamenti che teniamo durante il sonno. Nidra, ogni tanto, diventa indispensabile per l'individuo; è uno stato senza stimoli e, quindi, senza esperienze sensoriali. Stato crepuscolare tra la veglia e il sonno. Stato che possiamo vivere in consapevolezza: quando decidiamo di non avere nessuna relazione con l'esterno, comportandoci come quando dormiamo.


Nirodha: completa cessazione, non ostruzione. Non ostacolare, quindi lascia scorrere.


Niyama osservanze, regole comportamentali ed etiche. Gruppo di cinque regole comportamentali che, assieme agli yama, costituiscono le dieci osservanze indispensabili, secondo lo Yoga sutra, per chi voglia iniziare lo Yoga. Come gli yama, si riferiscono al Sé, alla sua naturale esigenza di pulizia, di purificazione.



Nivritti involuzione, negazione di qualunque attività, via della rinuncia all'azione.


Om il mantra più importante e completo della tradizione induista. Il suono, generalmente, è percepito attraverso le orecchie. Le vibrazioni, invece, sono percepite attraverso le ossa. Sviluppando queste vibrazioni stimoleremo anche la capacità delle ossa di condurre il suono.


Pancha cinque.


Pancha-krtya le cinque azioni cosmiche di Siva, mediante le quali manifesta il suo potere supremo: la produzione, la conservazione, la distruzione, la discesa divinizzante e la liberazione.


Paramatma lo Spirito Universale, il Sé Superiore, la Coscienza Universale.


Parinama Cambiamento, trasformazione.


Pashimottana-asana la pinza. Posizione di allungamento del dorso.


Pavanamuktasana-asana Sdraiati sulla schiena, portare entrambe le gambe sull'addome piegandole e tenendo le ginocchia con le mani.


Pingala uno dei tre principali canali del corpo sottile nei quali scorre il prana. Pingala ha origine dal kanda, percorre l'intero tronco con andamento sinuoso, incrociando la spina dorsale sei volte, in corrispondenza dei chakra fino a sfociare nella narice destra.


Prajna si riferisce all'intelletto superiore. Capacità di conoscere, potenzialità di capire, intelligenza dotata di intuito. Stato di pura coscienza in cui tutto è unificato.


Prakriti pra = qualcosa che c'era all'inizio + kriti = creazione: tutto ciò che c'era all'inizio. Uno dei due principi fondamentali del Samkhya. Assieme a purusha forma la visione dualistica del Samkhya-Yoga nella quale prakrti è la materia, la sostanza primordiale dalla quale emerge l'intero universo psico-fisico mentre purusha è lo spirito, testimone immutabile e inattivo espressione della coscienza universale.


Prana quell'aspetto dell'energia vitale responsabile dei movimenti di espansione nel corpo, dell'inspirazione e di tutto ciò che è ricevere e percepire. È una manifestazione dell'energia individuale.


Pranamarga possiamo intendere Pranamarga come un percorso verticale dell'energia vitale all'interno del corpo. Il Tantra Yoga prende in considerazione l'essere nei suoi piani verticali, conosciuti come canali pranici o prana marga.


Pranayama estensione di prana (Prana = energia vitale + Ayama = allungamento, estensione). È l'utilizzo dell'energia vitale (prana) tramite la meccanica del respiro per rendere la mente più sensibile ad un processo di auto-realizzazione.


Prasvasa prasvasa e svasa sono relativi al movimento delle pareti del tronco durante il respiro. Svasa è l'esperienza consapevole dei movimenti fisici respiratori che conseguono all'inspiro, prasvasa è l'esperienza consapevole dei movimenti respiratori che conseguono all'espiro.


Pratyahara praty = verso se stessi + ahara = tirare, ritirare. Altra interpretazione: astensione da ciò che nutre i sensi. Tipo di conoscenza yogica che va al di là degli organi di senso e che diventa importante nel momento in cui nasce il desiderio di rimanere da soli.


Purusha ciò che è eterno nell'uomo. La dimensione spirituale presente nell'uomo. Nel Samkhya è il principio spirituale della realtà.


Purusharta finalità o meta della vita umana. I quattro valori sono: kama (la realizzazione dei bisogni e dei propri desideri, il potere creativo), artha (la ricchezza con la quale sostenere la famiglia e aiutare la società), dharma (auto-realizzazione, realizzazione nella dimensione universale) e moksa (liberazione e beatitudine).


Raga attaccamento, piacere, passione, desiderio. Secondo lo Yoga sutra, alla base di tutti i nostri comportamenti che ci tengono in uno stato disturbato ce ne sono due fondamentali: raga, gli attaccamenti e dvesha, le avversioni.


Raja yoga lo Yoga regale indica una forma di Yoga che si ritiene essere superiore alle altre in quanto orientata e coronata dalla realizzazione spirituale. Raja Yoga può essere inteso come sinonimo di samadhi o come stato conseguente all'unione di Siva con Shakti.


Rig veda è il più antico dei quattro Vedaed è composto da singoli mantra.

Rishi: Santi o saggi. Persone sagge che ebbero la percezione della Verità che poi spiegarono e tramandarono ai posteri; potrebbe essere qualcosa di paragonabile al lavoro dei grandi scienziati nel nostro tempo.


Sadhaka dalla radice "sadh", camminare verso una meta. Il termine Sadhaka si riferisce a colui che ha un obiettivo interiore e conosce bene il motivo per cui fa una determinata pratica o Sadhana.


Sadhana il motivo e la pratica a cui ci applichiamo dopo aver individuato la via attraverso la quale verrà condotto il nostro studio; utilizzando questa via o strumento, entriamo in un percorso che chiamiamo Sādhanā.


Sahasrara: termine yogico che indica il chakra situato nella zona che corrisponde alla sommità del capo.


Samadhi dalla radice "dha", raccogliere, unire e dal prefisso "sam", insieme, è l'assorbimento completo nella realtà ultima. Esperienza consapevole e permanente di uno stato d'essere equilibrato, senza alcuna identificazione; è uno stato di stabilità. Si può parlare di samadhi anche come di un processo che può portare fino alla realizzazione dell'Essere.


Samana Vayu l'area e la funzione adibita alla digestione, al respiro spontaneo e alla capacità di mantenersi in uno stato di equilibrio.


Samavaya è il movimento vitale che presiede all'unità. Attraverso prana, nel momento in cui lavoriamo a livello di corpo fisico, vengono integrati anche gli altri aspetti.


Samkhya Darshan numero, contare. È la filosofia relativa allo studio analitico dell'esistenza umana e delle sue componenti unitarie.


Samskara impressioni residue (latenti) di azioni passate. Formano una ruota che non si ferma mai a causa delle scelte sbagliate fatte per correggere e rimuovere le cause della sofferenza. Negli Yoga Sutra si dice che i Samskara più positivi e forti hanno il potere di diminuire l'effetto dei Samskara precedenti.


Samtosha appagamento, sapersi concentrare. Si continua a lavorare per raggiungere posizioni socialmente elevate e non si è mai soddisfatti finché non ci si rende conto che il segreto sta nel sapersi fermare e sentirsi appagati per quello che si è.


Sat participio presente di "as", essere, esistenza. Principio della Coscienza Universale. Nel veranda una delle tre qualifiche di Brahaman, sat-cit-ananda, essere-coscienza-beatitudine.


Sattva luminosità. Uno dei tre gunas. Sattva ci dà la luce, rajas attiva il movimento e da tamas ci viene la pesantezza e l'inerzia.


Satya uno dei cinque Yama, le regole di comportamento indicateci da Patanjali, P.Y.S. II-36. Se il nostro comportamento comincia ad essere veritiero ogni nostra espressione avrà queste caratteristiche. Il primo modo di essere veritieri è quello di accettare i propri limiti, consci della propria debolezza, senza vergogna e senza falsità.


Saucha purezza. Si riferisce al Sé, all'individuo, alla sua naturale esigenza di pulizia e di purificazione.


Shakti nella tradizione del Tantra Shakti e Siva sono le due polarità che governano l'esistenza. Shakti è l'aspetto lunare e femminile, Siva rappresenta l'aspetto solare e maschile.


Siva il dio distruttore dell'universo. Nei Vedaè Rudra che, a partire da Su, è consociuto come Siva. Rappresenta anche l'aspetto della coscienza in relazione a Shakty, il piano del corpo.


Shuddhi purificazione, correzione, purezza del corpo in superficie ed in profondità. In medicina si parla di rilasciare le tensioni muscolari. Il termine è presente nella tradizione dell'Hata Yoga e indica la purificazione di un particolare segmento orizzontale del corpo (chakra) o di un particolare canale energetico (nadi shuddi o nadi shodana).


Sitali Pranayama esperienza del tocco dell'aria inspirando attraverso la bocca ed espirando dal naso; avviene quando, in relazione a Puraka-Kumbhaka-Rechaka, si mantiene la consapevolezza a livello di bocca.


Smrti ricordare. È la memoria di quella verità udita dai veggenti e rivelata nei Veda. Nello Yoga sutra ha a che fare con le memorie, i ricordi degli eventi passati, tutto ciò che ha le radici nel passato. Le smrti possono essere:

  • Klista: complicate, che creano disagio
  • Aklista: non complicate, che creano benessere
  • Yatharta: vere
  • Ayatharta: false, come nel sogno

Sparsha: contatto, tocco. Esperienza tattile. In tutti i Kumbhaka Pranayama è molto importante l'esperienza tattile o Prana Sparsha ed è per questo che veniamo invitati sempre a sentire il tocco dell'aria.


Sunyaka sensazione di vuoto che consegue all'espiro (rechaka). È la pausa conseguente all'espirazione.


Surya il sole. Nello Yoga, può essere riferito anche all'aspetto solare dell'energia (Pingala) associata alla parte destra del corpo. Nella tradizione del tantra esiste un sole interiore di cui il praticante deve prendere consapevolezza.


Susumna canale pranico centrale posteriore; il più importante degli invisibili canali (nadi) del corpo sottile, attraverso i quali il prana si propaga per tutto il corpo.


Sutra aforisma.


Svadhisthana chakra segmento orizzontale del corpo a livello lombare che, per lo Yoga, corrisponde al secondo chakra dal basso.


Svarupa assenza di forma. L'obiettivo dello Yoga non è quello di fare qualcosa nel mondo esterno ma di realizzarsi nella dimensione interiore (Svarupa: ritornare alla propria forma originaria).


Svasa svasa e prasvasa sono relativi al movimento dell'aria durante il respiro: svasa è l'esperienza consapevole dei movimenti fisici respiratori che conseguono all'inspiro (suzione dell'aria dall'esterno). Prasvasa è l'esperienza consapevole dei movimenti respiratori che conseguono all'espiro.


Tamas è uno dei tre gunas, dei tre aspetti che determinano l'esistenza materiale. Rappresenta l'inerzia e l'aspetto oscuro dell'uomo.


Tantra trama, tessitura. Sistema spirituale che non si basa sui Veda. La disciplina tantrica è una sintesi fondata sulla grande verità universale secondo la quale l'essere presenta due poli, la cui unione costituisce il segreto dell'esistenza: Siva e Shakti. L'assunto di base di tutte le pratiche tantriche è l'interrelazione tra il corpo e lo spirito, materia e anima, piacere e liberazione.


Tapas disciplina, austerità, calore, ascesi. È uno dei cinque niyama che costituiscono il secondo delle otto tappe attraverso cui si realizza lo Yoga.


Tejas elemento fuoco, sensazione di calore, tepore, lucentezza, brillantezza; è uno dei cinque elementi che formano la realtà oggettiva. È uno dei cinque elementi costituitivi dell'uomo secondo la tradizione del Samkhya.


Turiya letteralmente significa "il quarto"; è uno stato di coscienza che trascende i primi tre: veglia, sonno, sonno profondo. È uno stato nel quale si penetra solo con l'annullamento di sé stessi. Va al di là dell'identificazione fisica e del pensiero. Non è coscienza del mondo esterno né di quello interno, non è coscienza né assenza di coscienza. È il quarto piede di Brahaman.


Udana Vayu soffio, impulso ascendente. Quell'aspetto dell'energia vitale responsabile della consapevolezza; è la funzione che ci permette di fare esperienza delle cose o degli eventi e di divenirne consapevoli all'interno del nostro corpo. È la consapevolezza del movimento dell'aria verso la zona del capo.


Uddiyana Bandha contrazione addominale, sollevamento del diaframma. Alla fine dell'espiro inspirare a livello toracico con narici e bocca chiuse. Questo è Uddiyana bandha. Cominciare a ricevere dal basso addome, lasciando che il torace continui ad espandersi. Tecnica dello hata Yoga appartenente ai bandha, contrazioni.


Upadhi sovrapposizione. Tutto quello che accumuliamo attraverso il nostro percorso educativo è upadhi.


Upanisad le Upanisad sono la parte dei filosofica dei Veda. Oggi sono disponibili circa 280 di questi testi ma solo 108 Upanisad sono accettate come autentiche.


Vairagyam distacco, il contrario di quanto accade generalmente nella vita di tutti i giorni dove ogni nostro comportamento dà origine ad attaccamenti e a coinvolgimenti.


Vama Marga canale energetico laterale sinistro.


Vayu movimento. Possiamo abbinare il concetto di Vayu agli impulsi efferenti del sistema nervoso. Gli impulsi efferenti sono quegli impulsi nervosi volontari che vanno dal sistema nervoso centrale verso la periferia del corpo.


Veda dalla radice vid, conoscere. Testi Sacri del tradizione induista. I Veda sono 4:

  • Rig Vedaè il più antico ed è composto da singoli mantra;
  • Sama Vedacontiene una metrica particolare che permette la recitazione dei mantra;
  • Yajur Vedacontiene le formule sacrificali;
  • Atharva Vedacontiene i mantra per alleviare la sofferenza ma anche per crearla; è il Vedadei poteri positivi e negativi.

Vedanta (Uttara Mimamsa) letteralmente è la parte finale dei Veda ma è anche uno dei sei sistemi filosofici indiani (darshan) che accettano i Veda come principale autorità. Riconosce una sola realtà: il Brahman.


Vibhuti Pada Vibhuti Pada è il terzo capitolo degli Yoga sutra di Patanjali.


Vijnanamaya Kosha è il piano dell'essere relativo all'intelletto. Il pensiero che permette la riflessione e l'elaborazione del sapere: "se mi pungo un dito con l'ago c'è un sapere immediato, quello della sensazione dolorosa". La ricerca della causa è il tipo di sapere che segue la sensazione ed è situato a livello dell'intelletto.

Vipassana tipo di meditazione. Vi + Passana = Pura Osservazione.


Vishnu uno dei tre aspetti della divinità nella trimurti: è Colui che preserva. Il visnuismo è l'aspetto dell'induismo che più si avvicina al cristianesimo; Vishnu è l'aspetto del divino che ha un rapporto così personale con l'uomo da essere considerato il dio che corre quando viene invocato. È una divinità solare.


Vishuddi Chakra Segmento orizzontale del corpo a livello cervicale: 5° Chakra dal basso. Il collo è uno dei punti dove si accumulano molte tensioni; c'è molta attività a questo livello e, per questo motivo, occorre purificare intensamente. Quest'area è collegata direttamente alla comunicazione verbale: a volte noi riusciamo ad esprimerci come vorremmo ma altre volte, invece di dire una cosa, ne diciamo un'altra... Si creano blocchi che vanno ad aggiungersi a quelli che abbiamo molto spesso nelle spalle.


Vritti le vrtti sono modificazioni dei comportamenti della coscienza per cui sono movimenti della coscienza. Letteralmente vrtta significa girare, per cui il significato di vrtti sarebbe: "là dove c'è una curva". Quando una persona si dirige verso una meta, è chiaro che cercherà di andare diritto perché, se comincia a deviare a destra o a sinistra, non raggiungerà la meta. Vrtti è il comportamento, il mezzo con il quale la coscienza funziona e che può essere tradotto anche come fluttuazione della coscienza.


Vyana quell'aspetto dell'energia vitale, responsabile per i movimenti del corpo, che lavora a livello di sistema muscolare e scheletrico. Quando muoviamo le braccia, le gambe, la colonna vertebrale, l'esperienza che nasce è quella di un movimento lineare.


Yama regole di auto limitazione etiche e morali dello Yoga sutra. In Yoga, si lavora con se stessi e, come in ogni altro aspetto della vita, ci deve essere un'etica ed un comportamento da seguire, proprio come nella vita sociale e di relazione.


Yoga unione, incontro, condizione equilibrata. Sapere a cosa siamo uniti e da cosa distaccarci, questo è il percorso dello Yoga. Lo Yoga è un cammino che mette in evidenza il senso dell'unità che è il fondamento della realtà. Lo Yoga ci toglie dall'ignoranza cioè dall'idea che la realtà è costituita da aspetti separati fra loro. Lo Yoga è la coscienza dell'unità. Conosciuto come una scienza di auto-realizzazione è uno dei sistemi riconosciuti della filosofia indiana. Trae le sue origini direttamente dai Veda ed è strettamente connesso con il Samkhya Darshan.


Yoga Sutra di Patanjali gli Yoga Sutra (II secolo a. C. / I. secolo d. C.) sono un insieme ben codificato di idee e di concetti già presenti nei Testi Vedici, considerati ed accettati come un punto fermo nella tradizione dello Yoga.

Meditazione negli yoga sutra

Meditazione in senso generale è una pratica che consente all’uomo di accedere a stati mentali non abituali.
Qual è il fine della meditazione? Purtroppo la nostra civiltà spesso improntata a una visione utilitaristica e commerciabile della realtà tende a considerare la meditazione come a una pratica antistress o utile al potenziamento del proprio carattere in prospettiva del raggiungimento di un risultato, magari di tipo materiale.

La meditazione è un processo, non ha precisi obiettivi che possono essere diversificati anche se sottostanno a delle linee comuni di fondo. Non esistono meditazioni valide per ogni epoca, cultura, individuo. La meditazione può essere presente sotto forma di nomi diversi e utilizzata a volte anche inconsapevolmente da molte persone nel campo del lavoro, dell’arte, della vita affettiva proprio perché la meditazione è uno stato mentale ed è la vita stessa a guidarci attraverso esperienze, di tipo meditativo, alla scoperta della realtà.

La meditazione può essere finalizzata a un obiettivo o non finalizzata, si tratta, se non è finalizzata, solo di creare uno stato e vivere l’esperienza verso una sorta di esplorazione dell’ignoto.
Se si intende la preghiera come una forma di meditazione allora la finalità è creare una relazione con la divinità.
Se intendo la meditazione come una forma di concentrazione possono praticare per accrescere le mie qualità, le mie potenzialità.
Posso intendere la mediazione come un modo per controllare lo stress, rilassare il corpo e la mente.
Può diventare quindi opportuno definire alcune linee guida e scegliere il tipo di meditazione più adatta allo stato a cui voglio pervenire e alle mie caratteristiche individuali.

Esistono meditazioni “moderne” cioè create da gruppi o correnti spirituali o filosofiche ed esistono meditazioni classiche, che fanno cioè riferimento a testi o pratiche collaudate da millenni.
Esistono inoltre forme di meditazione presenti in ogni epoca e cultura. Anche in riferimento a questi parametri occorrerà scegliere e discernere il tipo di meditazione che riteniamo adatto ai nostri interessi.
Esistono meditazioni cristiane, taoiste, buddiste, alchemiche, sciamaniche, sufi, yogiche, a carattere psicanalitico e filosofico.

La meditazione è una forma di orientamento della propria vita poiché può lavorare sugli schemi di comportamento o schemi corporei o emozionali. L’ individuo tende con la meditazione a espandere la propria visione limitata a favore di una consapevolezza di sé e della realtà più ampia, profonda o completa. In questo senso la meditazione è intesa come “Pratica mentale che, attraverso opportuni esercizi, porta a un oltre-passamento dell’esperienza abituale di tipo egocentrico e razionale, in vista di un assorbimento in una esperienza più vasta che consente di esperire il proprio Sé più profondo e in armonia con il tutto” Galimberti.

La meditazione nella tradizione dello yoga trova la sua origine nelle Upanisad cosiddette aniche e medie.
La meditazione è un aspetto, una tappa della pratica dello yoga e, secondo lo yoga sutra, è una delle fasi attraverso cui il praticante raggiunge l’equilibrio, la liberazione dalla sofferenza e si congiunge con le profondità del proprio essere e della natura.

Significato di yoga

Lo yoga è un metodo a indirizzo filosofico finalizzato all'equilibrio, al benessere e alla realizzazione. Si sviluppa all’interno delle antiche tradizioni dell’India, quella vedica e quella dei tantra e nasce per soddisfare il bisogno innato di eliminare la sofferenza e muoversi verso il benessere e la rivelazione del potenziale divino nell’uomo. Il corpo diventa il luogo naturale e sacralizzato dell’esperienza yogica.


Il termine yoga ha un diverso significato a secondo della tradizione che lo utilizza. Se ci riferiamo ad alcune upanisad vediche e ai darsan (Samkhya e Yoga sutra) ha il significato di distacco mentre se facciamo riferimento ai tantra ha il significato di unione. È molto importante conoscere questa sua doppia natura perché permette di orientare con precisione le pratiche. Da questi visione nascono tutte le forme di yoga conosciute.


Le più importanti forme di yoga tradizionali sono:
Kriya e Astanga yoga contenuti nello Yoga sutra di Patanjali.
Jnana yoga, Karma yoga, Bakti yoga presenti nella Bhagavad gita.
Hata yoga, Kundalini yoga, Nada yoga, Laya e Raja yoga spiegati nell'Hatapradipika.

 

Sapere a cosa siamo uniti,
sapere da cosa distaccarci,
ecco la via dello yoga (M.V. Bhole)

Kriya yoga

Kriya yoga è una forma di yoga contenuta nello Yoga sutra di Patanjali uno dei testi più importanti dello yoga.

Il Kriyā-yoga è: pratica intensa, studio di sé, abbandono a Isvara. (PYS II, 1)

Viene spiegato l’utilizzo: il Kriya yoga serve a ridurre l’attività dei Klesa, vale a dire di quelli che sono considerati essere l’origine di ogni sofferenza:

  • Avidya, incapacità di distinguere tra ciò che è transitorio da ciò che è eterno
  • Asmita, senso smisurato dell’ego
  • Raga, attrazione
  • Dvesa, repulsione
  • Abhinivesa, paura della morte (o eccessivo attaccamento alla vita)

Le pratiche (asana e pranayama) devono comprendere l’intensità e la determinazione (tapas), lo studio di sé (svadhyaya) e la capacità di abbandono al sé superiore. Le posizioni saranno eseguite con precisione e con un alto grado di consapevolezza. Il corpo viene nei minimi dettagli fino a un abbandono totale al flusso delle sensazioni emergenti.

Astanga yoga

L’astanga yoga non è quello proposto nella versione atletica e performante che tutti conoscono, ma quello esposto da Patanjali dove vengono date regole precise sulla pratica e sugli obiettivi dello yoga.
Scopo finale dello yoga esposto da Patanjali è uno stato di samadhi orientato al Kaivalya, al distacco dalla realtà fenomenica.

Astanga yoga è composto da otto tappe: yama, niyama, āsana, prāṇāyāma, pratyāhāra dhāraṇā, dhyāna, samādhi. (PYS II, 29)

Gli yama è un anga formato da cinque regole, la più importane da osservare, durante la pratica, di yoga è: non farsi del male (haimsa). Niyama è elenco composto da altre cinque osservanze, una di queste utile potrebbe essere: rispetto del limite (samtosa). Asana è definito “un stato d’essere di comodità e stabilità, fisica e mentale” per percepire un corpo disteso con una mente che mediti sull’infinito.
La pratica di asana e pranayama è volta alla riduzione dei disagi e delle sensazioni più grossolane del corpo, a favore di un respiro regolare e un corpo bilanciato, per permettere alla coscienza un’espansione libera da ogni attaccamento.

 

 

Hata yoga

L’hata yoga è una forma di yoga che appartiene alla tradizione tantrica (anche se non appartiene alle forme di tantrismo più antico e originario).

Gli āsana, i vari kumbhaka, le mudrā e l’ascolto del suono interiore, sono la corretta successione delle pratiche di Hata-yoga. (Hp I, 56)

Hata può indicare la difficoltà, la richiesta di un grande sforzo insito di questo tipo di yoga oppure indicare il sole e la luna con un chiaro riferimento alla necessità di bilanciare le polarità (attiva e ricettiva) all’interno del corpo per permettere alla kundalini di muoversi verso l’alto.

Come si apre una porta utilizzando una chiave così la liberazione si ottiene per mezzo della kuṇḍalinī che s’impara ad attivare grazie alle pratiche dell’Haṭha-yoga. (Hp III, 101)

Gli asana praticate nell’hata yoga secondo precise indicazione procurano senso di leggerezza. Sono utili per “aprire i canali pranici” che permettono alla forza vitale (prana) di concentrarsi (virya) e muoversi dal basso verso l’alto, lungo la colonna. 
I kumbhaka sono tecniche di pranayama e servono per imparare a fare esperienza del corpo inteso come contenitore.
Durante una lezione il praticante, dopo avere imparato a percepire il corpo con precisione, segue i flussi di sensazioni derivanti dall’attività del movimento respiratorio. Siamo nel cuore della pratica dello yoga tantrico. Laya e samadhi sono le tappe conclusive della pratica dell'hata yoga che portano all'emancipazione.

I grandi yogi sperimentano il samādhi, l’unione con il sé universale, attraverso la meditazione sui suoni interiori, provano gioia indescrivibile nel cuore, conosciuta pienamente solo da Śrī Gurunatha. (Hp IV, 81)

Quando tutte le attività mentali sono sospese e non rimane di loro alcuna traccia, allora sorge un indescrivibile riassorbimento, laya, che non può essere descritto a parole. (Hp IV, 32)

 

 

Raja yoga

Si può conoscere il Rāja-yoga, costituito da conoscenza, liberazione, stabilità e perfezione solo attraverso l’insegnamento di un maestro (Hp IV, 8).

È uno yoga che ha come momento fondamentale il Samadhi, l’equilibro. Solitamente con Raja yoga s’intende lo yoga classico, cioè quello contenuto nello yoga sutra di Patanjali. In realtà è un elemento presente in un testo del tantrismo più recente, l’Hatapradipika. Il Raja yoga è il risultato della pratica di asana, satkarma, pranayama, mudra, kundalini, nada cammino necessario per arrivare al dissolvimento di ogni forma mentale che impedisce alla coscienza di muoversi libera nell’assoluto.